Davanti a noi il tramonto
ci mostrava la via della fuga
e intorno sentivamo solo
il frusciare della stoppia ormai dorata
ai nostri attenti passi.
I maestosi acquedotti erano lì
tutti insieme a vegliarci
mentre leggeri come aquiloni
andavamo per le secche colline
con le mani colme di ogni buona cosa
e in cuore la voglia di sogni
sotto il lume della luna.
Imprigionata nell’odore dei cibi
nei canti, nei cori, nei giochi
e negli strimpelli delle chitarre
la vita scorreva insieme al vino
lieta e sognante al ritmo dei cuori
ormai diventati tamburi.
Tra i cento e più sorrisi
il tuo forte mi è rimasto,
volto sincero di animo buono;
nella lunga notte
delle tante bandiere,
ha destato dal sonno
il mio cavallo impazzito.
Livorno 27 Agosto, 2009
In ricordo della meravigliosa festa
al Parco degli Acquedotti (ROMA)
Informazioni personali
La linea della vita
E così mentre cala il velo del tramonto
lento sipario sulla luce del giorno
ci troviamo a lasciare orme un po’ stentate
correndo quaggiù sulla rena scura.
Dentro mi lacera una tristezza di sussurri
e smarrito nel rossastro del sole
un po’ pare allietarmi il rifugio nella gioia
di questo Luglio di splendore,
nel maestoso aprirsi di questo fiore d’estate,
nel consumarsi al ritmo di corse e risa
cercando un po’ ovunque qualcosa che non c’é.
Vita e morte, gioia e dolore
sono figlie di questa brillante schiuma
che tutto sembra voler avvolgere
e trarre a sé nel fragoroso risucchio.
E andiamo fino là dove ci pare che qualcosa finisca
con la grande mano chiusa sulla piccola
nello stesso potente abbraccio della vita
che a suo tempo coraggiosamente è stato
e nella stessa tremenda disperazione
che a suo tempo si farà cieca.
Un’altra onda arriverà a momenti
a segnare una linea nuova fra asciutto e bagnato
a confondere le grandi e piccole orme
di quel passato che è ancora presente
e di questo presente che è già futuro.
Castiglioncello, 23 Luglio 2009
lento sipario sulla luce del giorno
ci troviamo a lasciare orme un po’ stentate
correndo quaggiù sulla rena scura.
Dentro mi lacera una tristezza di sussurri
e smarrito nel rossastro del sole
un po’ pare allietarmi il rifugio nella gioia
di questo Luglio di splendore,
nel maestoso aprirsi di questo fiore d’estate,
nel consumarsi al ritmo di corse e risa
cercando un po’ ovunque qualcosa che non c’é.
Vita e morte, gioia e dolore
sono figlie di questa brillante schiuma
che tutto sembra voler avvolgere
e trarre a sé nel fragoroso risucchio.
E andiamo fino là dove ci pare che qualcosa finisca
con la grande mano chiusa sulla piccola
nello stesso potente abbraccio della vita
che a suo tempo coraggiosamente è stato
e nella stessa tremenda disperazione
che a suo tempo si farà cieca.
Un’altra onda arriverà a momenti
a segnare una linea nuova fra asciutto e bagnato
a confondere le grandi e piccole orme
di quel passato che è ancora presente
e di questo presente che è già futuro.
Castiglioncello, 23 Luglio 2009
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