Davanti a noi il tramonto
ci mostrava la via della fuga
e intorno sentivamo solo
il frusciare della stoppia ormai dorata
ai nostri attenti passi.
I maestosi acquedotti erano lì
tutti insieme a vegliarci
mentre leggeri come aquiloni
andavamo per le secche colline
con le mani colme di ogni buona cosa
e in cuore la voglia di sogni
sotto il lume della luna.
Imprigionata nell’odore dei cibi
nei canti, nei cori, nei giochi
e negli strimpelli delle chitarre
la vita scorreva insieme al vino
lieta e sognante al ritmo dei cuori
ormai diventati tamburi.
Tra i cento e più sorrisi
il tuo forte mi è rimasto,
volto sincero di animo buono;
nella lunga notte
delle tante bandiere,
ha destato dal sonno
il mio cavallo impazzito.
Livorno 27 Agosto, 2009
In ricordo della meravigliosa festa
al Parco degli Acquedotti (ROMA)
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